Frammenti

Da qualche settimana vivo un senso abbastanza angoscioso di solitudine. Mi sovvengono tutte le occasioni in cui mi sono sentita sola, cosa ho provato in quei momenti, come ci sono sopravvissuta, se ho riso, pianto, me la sono goduta o sono fuggita. E, dal passato, sbatto in faccia al presente, veloce come se avessi preso la rincorsa: mi guardo attorno e mi sento ancora più sola. Incontro qualche persona, ci parlo, condivido momenti, ma la mia pelle è una barriera insormontabile che nulla può penetrare. Dentro brucio, incandescente, ma, fuori, i miei gesti e le mie parole sono solo mite vapore, nel tentativo di ridurre tutto a livelli emozionali adatti al quieto vivere.

……
Sola con le mie paure, sola con le domande senza risposta, sola nel tentativo di vivere, divorando avidamente le storie delle/gli altr* per capire se possano adattarsi a me, se, dentro di loro, nascoste, esistano delle parole magiche che io sia in grado di utilizzare e che si adattino alla mia esistenza.
Sola a cercare compromessi, spiegazioni razionali, i gesti e le parole giuste. A sbagliare, a cadere e a crogiolarmi nel dolore e nel pianto, amara indulgenza, nella certezza che sono le/gli altr* a fare schifo e io, invece, io no. L’Unica. La Sola.
……

Sola, come quando, durante il mio primo bagno nell’acqua dolce di un lago, mi immergevo, cercando di stare sotto il più possibile e guardavo affascinata il cielo sereno dal fondo. Nessun rumore, nessun’altra persona, solo il cielo increspato dalle onde.

A volte è bello. Molto spesso, di questi giorni, è insopportabile.

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